sabato 25 ottobre 2014

La Sciamana (di Olga Kharitidi)

STRALCI

(...)

"In questo momento ti trovi all'interno del tuo spazio interiore, dove ha sede il cosiddetto Lago dello Spirito. Questa è la prima volta che sei qui consciamente. In ciascuno di noi esiste questo spazio interiore, ma nel corso della vita, per la maggior parte delle persone è destinato a diventare sempre più esiguo. Mentre procediamo nel nostro cammino, il mondo intorno a noi cerca di riempire questo spazio di fatti e dati inutili, per prosciugare del tutto il Lago dello Spirito. E per molte persone accade davvero così. Il loro spazio è invaso da legioni di soldati stranieri, e muore.

"Adesso che hai sperimentato l'esistenza di questo spazio dentro di te, non puoi più dire di non conoscerlo. Dunque, non avrai più paura del mondo che ti circonda. Il tuo spazio non sarà più occupato da nient'altro che da te, perché, ripeto, adesso che ne hai sperimentato l'esistenza, sarai in grado di riconoscere le sue sensazioni e i suoi impulsi. Continuerai a esplorarlo. Più tardi imparerai anche che lì vive un'Entità importante: la tua Anima. E prima o poi ti capiterà di aver bisogno di incontrare e di capire questo Spirito. Ti aiuterò io a farlo quando sarai pronta."

La voce di Umai sta sortendo il suo effetto, sono più tranquilla e, quando lei riprende a parlare, pendo letteralmente dalle sue labbra.
"Ciò che sto per confidarti è uno dei segreti più grandi. Allora, devi sapere che, mentre procediamo lungo il cammino della nostra esistenza terrena, abbiamo il dovere di realizzare due obiettivi. Il primo è quello di edificare pezzo dopo pezzo la realtà fisica nella quale viviamo. Il secondo è la creazione di noi stessi - del vero Io che dimora in questa realtà esterna.

" Entrambi gli obiettivi richiedono uguale attenzione. Mantenere l'equilibrio tra loro è un'arte davvero sacra e impegnativa. Ben presto siamo portati a dimenticarci di un obiettivo perché l'altro ci cattura e ci rende suoi schiavi per sempre. Questo accade poiché la sede del Lago dello Spirito, la dimora dell'Anima, diventa vuota e come morta per così tanta gente. Sono parecchi quelli che arrivano veramente a credere che il mondo esterno è l'unico degno di attenzione. Prima o poi si renderanno conto del loro errore.

"Per te il pericolo maggiore non è questo, ma consiste solo nel modo in cui esplori la tua anima. Questo perché, essendo già così interessata alle menti delle altre persone, stavi usando quelle informazioni per cercare di capire in modo indiretto anche la tua psiche. Ma quanto prima dovrai accettare l'ipotesi di realizzare una tua personale ricerca. Ora non aver paura della costa intorno a te. Tutto ciò che vedi là è un'espressione di te stessa, ed è ridicolo aver paura di una propria creazione. Ti aiuterò io."

(...)

"Per accelerare il tuo progresso individuale, devi imboccare il sentiero giusto. Alcune delle regole da seguire sono state integrate nella morale e strutturate nelle religioni della vostra società, ma in passato erano sempre inscindibili da certi bisogni sociali elementari e venivano utilizzate per controllare il comportamento delle persone. Adesso hai bisogno di estrapolarne l'essenza. Devi imparare queste regole per insegnarle a tutti coloro che sono alla ricerca di un cambiamento.

"Ora ti confiderò la Prima Regola. E' estremamente importante e non devi dimenticarla. Si tratta di questo: qualunque scelta che fai nella vita, dalla più importante alle decisioni più insignificanti di ogni giorno, deve essere verificata in modo consapevole. In tal caso, devi chiederti se essa soddisferà cinque attributi fondamentali. Se anche uno solo di essi è assente, devi cercare in un'atra direzione. In questo modo troverai sempre il sentiero giusto. Questi cinque attributi sono verità, bellezza, salute, felicità e luce.

"Quando prendi una decisione seguendo questo criterio, puoi esser certa che è quella giusta. Sarai in contatto con il tuo Io, e la forza della tua volontà sarà tale da risultare invincibile. Questa è la prima lezione. Vivi cercando di tenerne conto, e la tua esistenza cambierà in modo radicale."

(...)

 "Ascolta attentamente ciò che sto per dirti, perché è molto importante. Nel Lago dello Spirito che si trova all'interno di ogni essere umano abita un'entità molto particolare. Essa ha dimora nello spazio interiore, in attesa di entrare a Belovodia. Io lo chiamo Spirito Gemello, ma il suo nome potrebbe anche essere Spirito Aiutante, Guardiano Ombra, Spirito Guida, o Guardiano Interiore. In realtà è molte cose.

"Per cominciare, si tratta di entità intimamente connesse al fine ultimo assegnato a ogni persona alla nascita. Sono anche puri osservatori: siedono da una parte, invulnerabili all'influenza del mondo esterno. Osservano e considerano in silenzio ogni cosa che facciamo. Sono loro i custodi dell'essenza primaria del nostro essere. Se chiamati nel modo e nelle circostanze appropriate, possono rivelarsi degli aiuti preziosi nel perseguimento del nostro fine ultimo. E, per concludere, possono essere le nostre guide per Belovodia.

"Ci sono sette tipi diversi di Spiriti Gemelli. Solo sette, e non di più: il Guaritore, il Mago, il Maestro, il Messaggero, il Protettore, il Guerriero e l'Esecutore. Ovviamente l'ultimo non è colui che uccide, ma è lo Spirito Gemello che fa si che le cose accadano.

"Uno dei nostri compiti più importanti è scoprire l'identità del nostro Spirito Gemello e poi integrarci del tutto con esso. In questo modo, ci ricongiungiamo al fine ultimo del nostro essere. Quando le nostre vite sono state illuminate dalla luce pura del nostro osservatore interno, ogni cosa che facciamo diventa molto più facile. Soltanto scoprendo la natura dello Spirito Gemello e poi venendo in associazione totale con esso, si può davvero trovare e aprire il cancello per Belovodia.

"Tu, Olga, sei destinata a essere una Guaritrice. L'operazione attraverso cui sei appena passata non era che il primo gradino perché fino a che non sei guarita tu stessa, non sarai mai capace di aiutare gli altri. Si è trattato per te di una sorta di iniziazione".
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recensione estrapolata da PamelaBog

Olga Kharitidi, La sciamana, Nuovi Misteri, Oscar Mondatori, 1998, pag. 259, Euro 7,23

Le cosiddette “discipline esatte”, lo sono veramente oppure costituiscono una convenzione umana ed approssimata di ciò che sfugge ai calcoli scientifici? A tale quesito, formulato in estrema sintesi, cerca di rispondere La sciamana, il libro scritto dalla psichiatra siberiana Olga Kharitidi in base alle esperienze vissute nella regione sciamanica dell’Altaj, situata all’interno del proprio Paese.
Nella routine di Novosibirsk, divisa tra l’ospedale psichiatrico in cui lavora e l’appartamento che la accoglie al ritorno, la neanche trentenne dottoressa – proveniente da una famiglia di scienziati di formazione positivista e razionalista – si imbatte in alcuni personaggi molto eccentrici, che riescono a far breccia nella sua coscienza consolidata e a sconvolgerla.
Impegnata nel valutare le patologie per debellarle senza l’ausilio di farmaci, Olga Kharitidi trascrive alcuni dei pensieri che insorgono in lei mentre lavora, mettendo al corrente chi legge della strumentazione diagnostica e terapeutica di cui si serve per non farsi inghiottire dalle psicosi dei pazienti.
Nikolaj, un ragazzo che arriva in ospedale e dall’apparenza molto disturbata, sta scoprendo di essere uno sciamano e, poco dopo i primi incontri, coinvolge Olga Kharitidi in un viaggio: si muovono verso la regione dell’Altaj alla ricerca della guaritrice Umai, nella speranza – mescolata allo  scetticismo di lei – che le sue pratiche risollevino Anna, un’amica della psichiatra che accusa un malessere persistente e inguaribile.
La trasformazione interiore di Kharitidi, però, diventa inesorabile assistendo ad Umai in azione, aggressiva ed enorme nel piccolo corpo trasfigurato dalla forza della danza e avvolto nel suono del tamburo, mentre combatte contro la malattia che imprigiona il paziente di turno. A questo si aggiunge il canto della sciamana che, penetrando nella coscienza della psichiatra, le dice:

“In questo momento ti trovi all’interno del tuo spazio interiore, dove ha sede il cosiddetto Lago dello Spirito. Questa è la prima volta che sei qui consciamente. In ciascuno di noi esiste questo spazio interiore, ma nel corso della vita, per la maggior parte delle persone è destinato a diventare sempre più esiguo. Mentre procediamo nel nostro cammino, il mondo intorno a noi cerca di riempire questo spazio di fatti e dati inutili, per prosciugare del tutto il Lago dello Spirito. (…) Più tardi imparerai anche che lì vive un’Entità importante: la tua Anima.”

Dopo questo primo episodio di trance, in cui a Olga Kharitidi diventa palese la ricettività della propria coscienza, il muro della sua diffidenza scientifica inizia a sgretolarsi. Il crollo definitivo, però, avviene quando scopre, terrorizzata, che Anna è stata appena “trattata” da Umai: ha piccoli tagli sulle mani e sangue raggrumato per i postumi di un metodo di guarigione che, nell’intento di liberarla dalla malattia, comporta dolore fisico consenziente ed è paragonabile ad una specie di pratica sadomaso. Ma, la differenza tra la procedura sciamanica e quella diffusa nella società attuale, risiede nel fatto che l’applicazione terapeutica è un’evenienza unica ed isolata, mirata a sconfiggere radicalmente la malattia e interpretabile anche come un rito di passaggio tra fasi diverse della vita; mentre, nel secondo caso, si cerca di risvegliare l’anima smarrita e calpestata attivando, in momenti specifici, la sofferenza latente e cronica.
Se l’uomo moderno ritualizza la ricerca del dolore per conoscere e dominare ciò da cui normalmente fugge – perchè sprofondato in una vita intorpidita dal punto di vista psicologico - Umai, invece, non abusa in maniera sadica del suo potere indugiando in una forza distruttiva e manipolatoria. Al contrario, la sciamana spinge Olga Kharitidi ad intraprendere un cammino di ascolto e fiducia verso la propria realtà interiore – anche quando sembri inverosimile – e nei confronti della complessità di chi si presenta a lei in veste di paziente.

“Le persone possono diventare pazze” spiega Umai in un altro passaggio del libro, “se smarriscono la loro anima, o una parte di essa. Questo di solito accade perché gli è stata rubata, ma talvolta magari decidono loro stessi inconsciamente di alienarsene, forse in cambio di qualcos’altro che desiderano. In secondo luogo, gli esseri umani possono impazzire se sono sopraffatti e invasi da un potere estraneo.” 

Il disturbo mentale quindi, in base a queste rivelazioni, fa riaffiorare l’anima negata costringendo il malato a dialogarci, rendendolo al contempo improduttivo verso il mondo esterno e ricettivo nei confronti di quello interiore. In questo senso, masochismo è evitare la comunicazione con la propria realtà interna, sottostando e aggrappandosi solo alla presunta oggettività del mondo, che rischia così di trasformarsi in un fardello schiacciante che giudica e vincola i comportamenti umani.
Questo discorso va a convergere inoltre con alcune affermazioni espresse da Anatolij, amico di Kharitidi e brillante psichiatra nel suo stesso ospedale che, davanti allo stupore dei colleghi per la scelta controcorrente di non fare carriera, argomenta in maniera autocritica e coerente al proprio carattere: “crediamo di essere dottori, con la pretesa, per di più, di curare quelli che noi stessi abbiamo etichettato come matti.” 

Il supposto rigore assoluto delle scienze perde così progressivamente credibilità in seguito all’approfondimento dei rapporti con le varie persone incontrate e, alla fine, approda a Akademgorodok, un’accademia di élite che riunisce vari intellettuali in Siberia. Lì Olga Kharitidi raggiunge Dmitriev, uno strambo studioso di fisica che, presentatosi in ospedale per degli squilibri causati dall’eccessivo lavoro, l’ha invitata a recarsi presso quell’istituzione dove regnano apertura e libertà mentali, estranei all’intolleranza persecutoria della Russia pre e post Perestrojka. All’interno dell’accademia, la psichiatra si presta ad alcuni esperimenti guidata da Dmitriev.
Sul piano teorico, lo scienziato è persuaso che il tempo abbia una sua solidità e sia meno inconsistente di quanto si creda, poiché cambierebbe a seconda della configurazione del globo terrestre. A livello pratico, usa apparecchiature costituite da specchi rotondi in grado di intervenire sulla natura ondulatoria delle particelle. Applicando quegli strumenti al corpo umano, e in particolare alla psichiatra, Dmitriev riesce ad alterarne gli stati di coscienza in un modo simile a quello descritto nei libri di Carlos Castaneda – dove però le barriere dello stato cosciente sono forzate tramite l’assunzione di sostanze psicotrope. Qui, invece, lo studioso intende verificare empiricamente la teoria della natura soggettiva del tempo, per estendere alla psicologia umana quanto osservato nelle scienze matematiche in merito alle fluttuazioni di energia.
In questo senso diventano evidenti le connessioni tra la realtà fisica e l’essenza più profonda delle cose: Olga Kharitidi apre una parentesi sull’impoverimento spirituale dell’Unione Sovietica soffocata dai controlli del Kgb riguardanti gli aspetti religiosi, metafisi e filosofici, contrari alle direttive governative e al materialismo storico, in quanto potenziali mine per la stabilità del Paese. A questo proposito, Kharitidi stigmatizza l’uso improprio e invalidante della psichiatria applicata ai dissidenti durante il regime socialista (ma anche nel corso dei fatti narrati). Per dare un suo contributo, inoltre, la psichiatra agisce concretamente con l’Associazione di Psichiatri Indipendenti che, in modo clandestino, cerca di riabilitare le vittime innocenti. Per tale motivo, a prescindere dal fascino dei temi antropologici e di fisica teorica illustrati ne La sciamana – e dalle profezie che obbligano a collocare il testo nella categoria New Age – il maggior pregio del libro è l’ammissione di umiltà da parte dell’autrice.
Se è vero che a Olga Kharitidi accade di mettere in moto la propria natura emotiva – attinta dal lago interiore – per offrirsi come guaritrice dei disturbi altrui, il suo è pure un progressivo cammino di ricerca personale che la conduce al riconoscimento dei limiti insiti nelle scienze ortodosse.
Ad un certo momento, in un aneddoto, ritorna l’amico Anatolij come protagonista di una battuta di caccia: dopo aver sparato ad una cerva, lo psichiatra la guarda negli occhi e, mentre l’animale si accascia, sente che è come se pure lui stesse morendo. Ugualmente, dopo tutte le esperienze narrate, Olga Kharitidi afferma: “ogni volta che vedo un paziente, provo di nuovo la sensazione di essere sia il cacciatore che la vittima. Questo mutamento di prospettiva condiziona ogni mio rapporto professionale.”
 
Pertanto, la linea che separa malattia e normalità, sogno e realtà, pazienti e sani, diventa sempre più labile influenzando fortemente il rapporto terapeutico: la condizione preliminare alla cura (ortodossa o meno) diventa la salute mentale del medico che, facendo leva sul proprio equilibrio interiore, supera il ristretto limite delle competenze tecniche acquisite, fugando il rischio di esercitare un potere sterile o lesivo.
Se già in Carl Gustav Jung il terapeuta è un guaritore ferito, Olga Kharitidi oltrepassa questo assunto, imponendo prima di tutto a se stessa che i traumi personali siano sanati in modo radicale, trasformandoli invece in materia viva e costruttiva per la relazione, tramite un ascolto in cui il pregiudizio venga circoscritto, per non danneggiare o banalizzare la vulnerabilità del paziente.

“Fino a che non sei guarita tu stessa, non sarai mai capace di aiutare gli altri” le dice una voce consigliera durante un sogno. E’ il periodo in cui inizia ad occuparsi dell’integrazione tra gli strumenti psichiatrici ortodossi e quelli dei riti primitivi, auspicando una sintesi praticabile tra la medicina ufficiale e quella animistica. Un’attività che tuttora svolge negli Stati Uniti – dove è emigrata da alcuni anni - dopo l’abbandono del lavoro presso l’ospedale siberiano e in seguito a numerosi viaggi di ricerca condotti in Uzbekistan, Kazakistan, Siberia, Asia Centrale, Tibet e Himalaya, allo scopo di conoscere le radici delle tradizioni mistiche e le loro capacità di guarigione.

lunedì 13 gennaio 2014

Esistono uomini senza anima e alieni? (parte II)

Pubblicato da LION OF YAHUDA mercoledì 19 settembre 2007 su InterMatrix

Per mutare i pilastri di Matrix che ci avvincono
dobbiamo modificare i nostri obiettivi
bisogna credere alla loro bontà.
Se fra il nostro obiettivo e noi 
c'è un legame spirituale
riusciremo certamente a raggiungerlo.

[...]
 PREMESSA

“Continuiamo e terminiamo il discorso iniziato nel precedente articolo sulle possibilità che esistano uomini senza anima. Se non avete letto bene o compreso o creduto a quanto letto precedentemente, consiglio una rilettura profonda e scevra da pregiudizi prima di procedere con questo ultimo articolo. [Clicca qui per leggere la prima parte].


E' scritto.. che non tutti crederanno poiché non comprenderanno, ma giungerà il tempo in cui tutti coloro che hanno occhi per vedere e orecchi per udire avranno una sola mente ed un solo cuore. Per ora le divisioni continuano perchè la manipolazione della Verità è nata insieme ad ogni uomo, che purtroppo ripone più facilmente la propria “fede” in altri uomini illuminati o nelle strutture umane che non nel Supremo che ci ha creati. Comunque sia io cammino al fianco dei miei fratelli umani condividendone le sofferenze e le gioie, ma essendo sempre pronto a tendere la mano a chi ha bisogno di aiuto. Comprendendo che il giudizio non può essere proclamato se prima non sia stata resa evidente a tutti la Vera Realtà dei fatti dietro le quinte, ma rimanendo attivo 'mal'hakim' a testimonianza della Rivelazione e della Liberazione. Buona lettura e riflessione”.

In considerazione di quanto si è detto nel precedente articolo, se l'anima fosse una cosa "distinta" dal corpo e inserita in noi mortali da una Entità Superumana Immortale allora Esso stesso non dovrebbe avere un'anima..? Eppure Esso stesso – E' - un'anima vivente.. proprio come noi, altrimenti non avrebbero senso le scritture in cui Dio usa l'espressione “la mia anima” in questo caso non materiale ma spirituale e invisibile all'occhio umano, oltre che a darci un senso di indentificazione con qualcosa che non potremmo completamente concepire. [Lev. 26:11, 30; Sal 24:4; Isa 42:1].
Queste parole, quindi, non sono che un esempio di antropomorfismo, vale a dire l'uso di attribuire a Dio caratteristiche umane e fisiche per facilitarne la comprensione, come quando si dice che Dio ha occhi, mani, ecc.
Usando l'espressione 'la mia nefèsh' [Anima], che vuol dire chiaramente 'io stesso' o 'io come essere', Egli ci rende vicini a Lui, in quanto 'Dio è uno spirito' [Pnèuma] e non è possibile - per noi - rappresentare una Entità composta di energia dinamica.

Quindi si dovrebbe comprendere che il complesso sistema, ancora in buona parte sconosciuto, di correlazione tra i vari livelli di energia più o meno densa che formano il nostro corpo e le funzioni cellulari e genetiche, forma ciò che siamo, “Anime viventi”.
Noi siamo ANIME e quindi potremmo affermare che non esistano uomini senza 'anima'.., ma possono esistere uomini senza coscienza di ESSERE (come spiegato nel precedente articolo – nda) ed esistere e quindi come tali risulterebbero avulsi al concetto di 'anima vivente' [ebr. 'nèfesh chaiyàh'; gr. 'psychè zòsan' o 'psychè ton zòion' – nda].
In questo caso tali 'esseri non-esseri' pur con sembianze umane non sarebbero altro che veicoli o mezzi di trasporto nella nostra trdimensionalità di altri 'esseri spirituali', invisibili.. ma REALI e VERI quanto me e voi.
Pur essendoci 'anime viventi' in dimensioni diverse.. tutte queste hanno una cosa in comune.. LA COSCIENZA DI ESSERE ED ESISTERE. Quando un essere non è cosciente di ciò non può essere definita 'un'anima vivente'!


Il fatto che noi 'siamo anime viventi' non è affatto in contrasto con quello che molti pensano e cioè che ci sia la possibilità di vivere un'altra vita [qui entro nel vivo dei dubbi esposti da Zret nell'articolo 'Credere?'– nda]. Certo che esiste la possibilità di vivere ancora.. una vita eterna e libera dal male, dove tutto è più semplice, luminoso, pulito, leggero, trasparente, in una parola MERAVIGLIOSO.

Ma non c'è affatto bisogno di passare molteplici 'vite' in una paranoica “prova di iniziazione” per progredire verso la sintesi.. né c'è bisogno di un'anima prigioniera del corpo e in conflitto con la carne che debba attendere la morte del corpo per potersene LIBERARE e poi librare in altri luoghi. A cosa serve vivere quì su questo pianeta se poi si deve volare in altri luoghi senza più un corpo fisico? A cosa servirebbero esperienze materiali per una vita immateriale? Tanto valeva essere creati in origine di natura immateriale.. sarebbe solo 'sadismo' questa esperienza.. non è affatto vero che serve a farci progredire.. quanti progressi in senso morale e spirituale ha fatto l'umanità imparando dagli errori dei nostri progenitori? Se giungiamo alla morte con un poco di consapevolezza in più ma fondamentalmente rimaniamo gli stessi di quando eravamo in vita.. a cosa serve una trasmigrazione.. NO, non è vero? Allora ditemi quante persone cambiano veramente e profondamente prima di morire? Ben poche!!


Non voglio fare nomi, ma quanti imperatori, re, dittatori, o uomini e donne di tutti i ceti sociali in tutta la storia hanno fatto molto male all'umanità, sia nel piccolo che nel grande, conducendola nei sentieri perversi e oscuri della disperazione e del dolore mentre in pubblico dispensavano sorrisi, abbracci, baci e “panem et circenses”?

Quindi che tipo di anima “ELEVATA” trasmigrerebbe alla morte di quel corpo carnale?
Non potrebbe continuare a perpetrare lo stesso male anche 'dall'altra parte' oppue ritornando di nuovo quì.. come vuol farci credere la "teoria" della reincarnazione?
Chi di voi ci vorrebbe andare insieme a queste tipologie di 'esseri'? IO NO!!


E' semplicemente inverosimile oltre che “pazzesco”, che un Padre Creatore faccia queste cose ai propri figli.. quale 'essere' potrebbe fare una tale cosa ai suoi figli e a cosa servirebbe veramente?
Siate onesti e sobri, siate sinceri e deduttivi.. la risposta è quantomai ovvia. SI', ci sono due padri dell'umanità.
Il padre dei figli di questo mondo e il Vero Padre dei figli dello Spirito d'Amore. La lotta senza esclusione di colpi tra il Bene e il male, per lo stabilimento della luce sulle tenebre, in cui tutte le dimensioni sono coinvolte con tutti gli esseri viventi in esse contenute, continua sino ad oggi.


Il fatto di dare “credito” a uomini che ricercano e brancolano per tutta la vita alla ricerca di “prove” su quanto 'elucubra' il loro spirito non dovrebbe farci capire che stiamo seguendo “dottrine di uomini” e non i pensieri di Colui che tutto ha progettato e CREATO DAL NULLA?
Non si crede in un Creatore.. ma si crede nel 'caso', nella necessità, nella natura, nell'evoluzione, nella luce della scienza umana, nella luce della religione umana, negli uomini “ILLUMINATI” fautori dell'umanesimo.
Da dove proviene tutta questa oscura luce?
Ovvio, dal “portatore di luce”, dal 'falso' padre del genere umano. Che lo ha preso in adozione al posto del Padre Vero [come questo sia accaduto sarà trattato in altri articoli – nda].


La favoletta dell'anima a forma di farfalla che vola nelle dimensioni inaccessibili, e tanto cara ai sognatori, è stato solo un'altro modo per dire all'uomo quello che fù detto nel 'Principio': “..A ciò il serpente disse alla donna: “sicuramente non morirete affatto. Poiché Dio sa che nel giorno in cui ne mangerete i vostri occhi davvero si apriranno e voi sarete simili a Dio, decidendo ciò che è bene e ciò che è male [per vostro conto – nda]”.

La menzogna è l'arte dell'inganno e l'origine di tutti i mali.. passati e presenti.


E cosa è in effetti la menzogna di AVERE un'anima immortale se non proprio questo?


Muore solo il corpo.. ma l'anima continua a vivere! “Voi non morirete affatto..”, la menzogna è il pezzo forte del 'deus' di questo mondo e dei suoi figli! Peccato che la realtà – momentanea – sia completamente all'opposto, si muore davvero! Quindi come sempre mezze verità vengono innestate su sopraffine menzogne, affinchè l'uomo eserciti per proprio conto la possibilità di capire ciò che è male da ciò che è bene, e subisca le conseguenze delle proprie scelte.. che a loro volta si moltiplicano all'infinito coinvolgendo l'intera umanità e relegandola nella Matrix luciferina in cui tutto è immerso.


Lo stesso concetto, d'altronde, è espresso nella parola del Padre ma in maniera diversa e diametralmente opposta.. in quanto Egli sa che noi siamo 'anime viventi' e che il nostro diritto alla vita eterna ed immutabile non dipende da noi stessi ma dalla Fonte di energia dinamica che tiene in vita ed insieme le diverse dimensioni universali.. e che è Egli stesso.

Avere un'anima significa avere vita, essere coscienti di sé in relazione a ciò che ci circonda ed anche a qualcosa di immanente.

Non avere un'anima significa non avere vita né coscienza di sé e di ciò che ci circonda.

Pertanto l'essere anime viventi dipende esclusivamente dalla Fonte di energia ['Ruàch'; Spirito] che attiva tutte le complesse funzioni vitali del nostro organismo come quelle di TUTTO ciò che esiste in TUTTE le dimensioni universali.

Perchè senza energia elettrica il mondo si fermerebbe? (domanda stupida vero?)
Nello stesso modo se il Padre del Tutto togliesse anche solo per un frazione di secondo la Sua FONTE di Energia Dinamica dall'universo, cosa accadrebbe..?

Gli 'esseri' di ogni dimensione possono definirsi 'anime' perchè è il risultato di tutti i loro complessi meccanismi di vita che li rende coscienti di 'ESSERE'. Diversa cosa è invece la possibilità di vivere ancora oltre la morte – momentanea – data dal 'VIRUS' inserito nella Matrice genetica originaria all'inizio dei tempi.

In sintesi siamo tutti d'accordo nel percepire la possibilità di un affrancamento da tutto questo male e la possibilità di vivere ancora senza il 'dominio' del male sull'uomo. Non a caso furono dette le seguenti parole: “..E lo Spirito e la sposa continuano a dire: “Vieni!” E chi ha sete venga; chi lo desidera prenda l'acqua della vita GRATUITAMENTE”. Ma nello stesso tempo bisogna pure puntualizzare che non tutte le strade portano a Roma!!

Ma la domanda fondamentale a cui abbiamo dato inizio nel precedente articolo è: “Esistono uomini senza anima e perchè?”.

Senza ripetere quanto già detto precedentemente, possiamo aggiungere delle altre informazioni al riguardo. Innanzitutto dovete sapere che la scienza genetica non è altro che una forma di [ALCHIMIA] che cerca di condurre l'uomo a divenire immortale e simile a Dio, ma come al solito ANCHE questa è solo una sopraffina menzogna innestata ad arte su una fondamentale Verità.

La verità è che l'uomo ha una spinta genetica innata verso la vita (anche se questo molte volte apparentemente non ci sembra) che gli appartiene di diritto universale. La sopraffina menzogna è che l'Alchimia ha ingannato e inganna le menti degli uomini 'ILLUMINATI' [dalla luce di Lucifero] portandoli verso sì una vita immortale ma... in una forma aberrante e oltremodo malvagia di un IPOTETICO eterno luogo virtale infernale in cui non si morirà mai. Proprio come nei videogiochi virtuali 3D in cui si continua all'infinito a vivere e combattere tra momenti di piacere elargiti 'dall'Architetto' del software e da chi 'comanda' il gioco..

Questo è chiaramente SOLO un progetto che sarà realizzato poco prima di essere DISTRUTTO con il RITORNO del Messia Gesù per portare il Regno di Dio sul pianeta Terra!!

Che sia possibile inserire all'interno di una realtà virtuale tridimensionale “l'anima” di un uomo, cioè il suo cosciente stato di 'essere'.. è ormai certo e incontrovertibile.

Che sia possibile comandare a distanza i pensieri, le azioni e le emozioni di un'anima vivente è anch'esso un dato di fatto certo.

Che sia possibile “creare” uomini e donne senza l'uso della procreazione naturale biologica, ma in un laboratorio, è ormai un dato di fatto.

QUINDI?

Esistono 'esseri' di un'altra dimensione che possono entrare nella nostra tridimensionalità.. sia autonomamente che attraverso un mediatore, l'uomo. Poiché noi siamo il collegamento tra ciò che è in alto e ciò che è in basso.. non siamo solo e semplice carne, ma siamo mediatori, riceventi e trasmittenti energie e frequenze. Se un uomo NON HA coscienza di SE', coscienza di potersi opporre al male anche fino alle sue estreme conseguenze, di essere qualcosa di più di una macchina biologica, di essere parte di un progetto di liberazione, di essere figlio del Padre del Tutto.. diviene terreno eccellente per le 'intelligenze' aliene di prenderne possesso come un manichino tramite le trasmissioni di frequenza e le 'magie tecnologiche'.. donate ai loro servi e sacerdoti, che LORO utilizzano per i propri fini sconosciuti ai molti.

I servi e i sacerdoti di questa “Matrix Revolution” sono quelli che tengono in mano i joystick, mentre LORO sono i programmatori del software al servizio dell'Architetto che 'porta luce' e controllano sia il gioco che i giocatori.

SI'.. ci sono in mezzo a noi sul pianeta Terra uomini senza anima [nel senso spiegato nell'articolo] e Alieni a noi, con lo scopo di essere utilizzati per prendere possesso non solo della Terra ma delle cose più preziose.. l'intima coscienza di sé dell'umanità, del suo legame con il proprio Vero Padre, della Verità occultata per secoli, della Vera Vita e della Liberazione che stà per arrivare. Inoltre questi uomini e donne senza [anima] coscienza di sé.. fanno parte di un progetto orrendo: “utilizzarli come corpi mediatori degli esseri interdimensionali”.

Tutte le banche del seme, degli ovuli, degli embrioni e del DNA sono volte al servizio di questo fantascientifico e malvagio progetto a supporto della Rivoluzione Finale contro la Liberazione Universale.

Voi da che parte starete?

domenica 12 gennaio 2014

Esistono uomini senza anima e alieni? (parte I)

Pubblicato da LION OF YAHUDA martedì 21 agosto 2007 su InterMatrix

PREMESSA
“In questo trattato viene discusso il significato di 'Anima' nella tradizione occidentale. Verrà trattato anche l'aspetto collegato agli eventi attuali e futuri connessi alle informazioni che circolano riguardo le rivelazioni di C. Malanga sul fatto che esistano uomini senza anima.
Consapevole delle critiche che potrà provocare nelle menti di molti chiedo umilmente e con sincerità di leggere e meditare con attenzione queste informazioni, e verificare personalmente se siano corrette nei fondamenti.
Vi prego vivamente di salvare e stampare questo trattato per leggerlo e meditarlo con calma, cosa che online su di un monitor non è affatto un buon metodo per capire bene certi argomenti”.

L'Anima nel corso dei secoli è stata interpretata sempre e solo in DUE modi che elencheremo di seguito. Tra corsi e riscorsi in ogni serie di epoche e luoghi geografici essa ha preso i connotati del tempo e di chi spiegava, con 'autorità', questi concetti ai popoli. Infatti tra gli intellettuali del tempo in ogni epoca ci sono stati sempre dissensi sulla natura, lo scopo e il significato intrinseco dell'Anima.

QUESTA NON E' UNA DEDUZIONE MA FATTO STORICO ACCERTATO!

Allora sovviene una domanda: A 'CHI' dovremmo credere visto che non esistono strumenti che possano “misurare” l'Anima?
Certo che ci vorrebbe qualcuno Super-Partes che conosce veramente come stanno le cose, per mettere a tacere questa controversia, definendo il concetto e le funzioni dell'Anima in maniera certa, scientifica e definitiva.
Quindi alcuni hanno un concetto ed altri un altro, solo che a questo dobbiamo anche aggiungere cosa è lo “spirito” e se apparizioni, fantasmi, angeli, dèmoni, alieni e anime sono nello stesso tempo anche spiriti [questo è oggetto della seconda parte – ndr], contrapponendolo al concetto di Anima Platonica.
Sì perchè Anima e Spirito non sono affatto la stessa cosa come invece molti 'credono'.

Vediamo cosa intendevano negli antichi scritti i filososi e pensatori sulla questione Anima e che differenza c'è tra la 'tradizione' secolare e filosofico-religiosa umana e il 'concetto' alla radice del pensiero ebraico e cristiano che si distinguono nettamente dalla tradizione secolare.

IMPORTANTE: "Non confondere” la parola 'religione', con gli uomini credenti VERI figli del Padre che non appartengono a nessuna 'religione umana', cercano la Saggezza universale e vivono in armonia e amore con l'uomo e la natura per quanto dipende da loro, tendendo verso l'alto al di sopra di tradizioni secolari e modus vivendi dei sistemi umani. Ma nello stesso tempo condividendo con gli altri tutto ciò che hanno e sono, dimostrando in ogni loro pensiero e azione la loro umiltà, la loro fede senza compromessi e il loro amore incondizionato per gli altri. Dal principio della storia umana sino ad oggi sono esistiti e sono ancora quì, inviati a testimonianza che lo spirito del male non fagociterà l'intera umanità nell'abisso del male e non vincerà"!!

Le parole alla radice da cui discende il termine 'anima' da noi usato nell'occidente pseudo-cristiano provengono dall'ebraico (nèfesh) e dal greco (psychè), e furono tradotte in latino 'alma' [anima]. Ma date le spiegazioni ufficiali della Chiesa Cattolica e della tradizione filosofica, la connotazione che il termine italiano 'anima' richiama di solito alla mente nella maggioranza delle persone non è affatto in armonia con il significato originale dei termini radice sia ebraico che greco-cristiano.
Infatti seri studiosi delle lingue e della radice di tali termini affermano cose esattamente contrarie alla creduloneria popolare. Già nel lontano 1897 - C.A. Briggs nel Journal of Biblical Literature – vol. XVI p.30 - a seguito di una particolareggiata analisi sull'uso del termine 'nèfesh', osservava: “Anima nell'uso che se ne fa attualmente, dà di solito un'idea molto diversa dal vero significato di nèfesh in ebraico, ed è facile che l'incauto o poco informato lettore fraintenda”.

Più recentemente, nel presentare una nuova traduzione della 'Torà' (Jewish Publication Society of America) il capo redattore, H.M. Orlinsky dell'Ebrew Union College, ha affermato che il termine 'anima' era stato eliminato da quella traduzione perchè non rende correttamente il termine ebraico 'nèfesh', e ha aggiunto: “Altri traduttori hanno interpretato che significhi 'anima', il che è completamente inesatto. Nella 'Torà', trasmessa da Dio all'uomo, non dice che “abbiamo” un'anima. 'Nèfesh', è la persona stessa, il suo bisogno di cibo, il suo sangue che scorre nelle vene, la vita, il suo stesso essere” - (riportato nel New York Times del 12 ottobre 1962).

Anche il dizionario Devoto-Oli riporta: s.f. “Principio immateriale della vita umana, “TRADIZIONALMENTE RITENUTO” [per tradizione secolare filosofico-religiosa - ndr] immortale o addirittura partecipe del divino...”.

Quindi riconosce che la “tradizione” filosofica e religiosa abbia dato questa connotazione al termine stesso, ma poi prosegue nel 2° paragrafo: “..'Persona', con speciale riferimento alle qualità spirituali, al carattere, ai sentimenti: è una grande anima; un'anima nobile; anima nera, di persona di cui c'è da aspettarsi di tutto. Nel senso di 'individuo', 'abitante': un paesino di trecento anime; non c'era un'anima viva, nessuno..”.

La verità principale risiede nel fatto che i significati comunemente attribuiti al termine italiano 'anima' derivano primariamente non dagli scritti ebraici o greco-cristiani, ma dall'antica filosofia greca, in effetti il pensiero religioso arcaico antico.
Il filosofo greco Platone, cita queste parole di Socrate: “Se cioè l'anima si diparte pura dal corpo, nulla del corpo traendo seco... non se n'andrà ella a ciò che le è simile, cioè, dico, all'invisibile, al divino, all'immortale, all'intelligente, dove giunta potrà essere in realtà felice, libera ormai dai vagamenti e da stoltezze e paure... potrà trascorrere il rimanente tempo in compagnia degli dèi?” - Fedone, 80, e; 81, a.

Secondo Platone l’anima non ha un inizio, in quanto è ingenerata; inoltre, è considerata immortale e incorporea. Seguendo il 'Timeo' di Platone, egli attribuisce anime anche agli astri e ai pianeti [continuando così la tradizione esoterico-religiosa che dèificava gli astri in quanto esseri cosmici che sovrintendono la vita e la natura umana – ndr].
La singolarità del pensiero di questo filosofo riguardo all’anima sta nel suo averla sdoppiata in “Anima superiore”, legata al divino, e “Anima inferiore”, legata al corpo.
Per Plotino l’anima è la terza ipostasi, la cui essenza è immortale, intellettiva e divina. Vi è un’anima che plasma e vitalizza l’intero universo (Anima dell’universo) e anime individuali, per tutti gli esseri animati.

Molti sanno che la religione Cattolica dà proprio questo connotato all'anima, credendo che le gerarchie abbiano la conoscenza vera e divina di queste cose. Ma vediamo cosa dicono in alcuni testi di portata internazionale (forse si contraddicono?).

In netto contrasto con l'insegnamento filosofico della 'psychè' immateriale, intangibile, invisibile e immortale, le Scritture sia del VT che del NT spiegano che sia 'psychè' che 'nèfesh', quando si riferiscono a creature terrene viventi, significano qualcosa di tangibile, materiale, visibile e mortale. Vorrà forse dire che le gerarchie Cattoliche non conoscono le Scritture Sacre da 'loro' predicate?

La New Catholic Encyclopedia [1967, vol. XIII, p. 467] dice: “Nephes [Nèfesh] ha un significato molto più ampio del nostro popolare termine 'anima', poiché significa vita (Es. 21:23; Dt. 19:21) e le sue varie manifestazioni vitali: respiro (Gen. 35:18; Gb. 41:13,21), sangue (Gen. 9:4; Dt. 12:23; Sl. 140-141:8), desiderio (2 Sam. 3:21; Prv. 23:2).
L'anima nell'AT non significa una parte dell'uomo, ma l'intero uomo: l'uomo come essere vivente. Similmente nel NT significa vita umana: la vita di un singolo soggetto cosciente (Mt 2:20; 6:25; Lc 12:22-23; 14:26; Gv 10:11, 15, 17; 13:37)".

Un'altra traduzione Cattolica, The New American Bible, nel suo “Glossario dei termini di teologia biblica” (pp. 27,28), dice: “Nel Nuovo Testamento [Scritture greche- cristiane], 'salvare la propria anima' (Marco 8:35) non significa affatto salvare una parte 'spirituale' dell'uomo, contrapposta al 'corpo' (nel senso dato da Socrate e Platone) ma l'intera persona, a sottolineare il fatto che la persona vive, desidera, ama, vuole, ecc., oltre a essere concreta e fisica”.

Quindi le Gerarchie Cattoliche sanno che 'anima' non si rifersice a qualcosa che abita il corpo e che và da qualche altra parte dopo la morte, però al contrario insegnano alle persone che l'anima và in paradiso o in purgatorio o all'inferno, proprio come ci viene tradizionalmente tramandato dalla mitologia e dalla filosofia sia orientale che greca.
Perchè lo fanno? Perchè chiudono le porte della conoscenza alle genti? Ma questo è un'altro discorso che faremo in un'altro momento.

Per tornare al soggetto, il termine greco 'psychè' i dizionari lo definiscono 'vita', e 'anima come personalità e carattere' o dicono che era usato per indicare la stessa persona, e spiegano che “anche nelle opere greche il termine era usato a proposito di animali” che 'guarda caso' coincide proprio con il pensiero ebraico e cristiano del termine in cui gli animali vengono classificati 'anime'. Infatti ricorre il termine 'nèfesh' anche a proposito della creazione animale: “..Ogni cosa che si muove sopra la terra in cui c'è vita come un'anima'..” [lett. anima 'nèfesh chaiyàh' vivente].
Tutte le volte che ricorre la parola 'animale' sia selvatico che domestico ad essa è associato il termine 'nèfesh' in ebraico e 'psychè' in greco.

L'espressione ebraica 'nèfesh chaiyàh' ricorre ugualmente sia nella creazione dell'uomo che degli animali cioè 'anima vivente'. Ciò denota la mortalità dell'anima e quindi la contrapposizione con l'immortalità dell'anima enunciata dalla mitologia e dalla filosofia greca. Così è confermato anche nelle scritture greche-cristiane dove in 1 Co 15:45-47 dice: “Così è anche scritto: 'Il primo uomo Adamo divenne anima vivente [psychè zòsan o psychè ton zòion]..'.

Il concetto di “anima inserita nell'uomo” deriva dall'erronea spiegazione dell'atto creativo in cui viene detto: “..e Dio [Elohim] formava l'uomo dagli [elementi della terra] e gli soffiava [una forma di nafàch] nelle narici 'l'alito' [neshamàh] vitale così l'uomo divenne un'anima vivente [nèfesh chaiyàh]..”. 'Neshamàh' è usato nel senso di “qualcosa o qualcuno che respira” e come tale è sinonimo di 'nèfesh', “anima”.
Ma il senso è molto più ampio, in quanto non si tratta solo di immissione o emissione di aria ma di qualcosa associato ad una 'forza'. Infatti quando il primo mondo fù distrutto dal diluvio e perì ogni forma di vita umana e animale, viene detto in Gen. 7:22: “..tutto ciò in cui è attivo 'l'alito' [neshamàh] dello 'spirito' [ruàch] della vita, cioè tutto ciò che era sul suolo asciutto, morì...”.
Così per interconnessione diretta il respiro o alito di vita [neshamàh] è direttamente correlato allo spirito di vita [ruàch].

Per fare un'iperbole facciamo un esempio: “ipotizziamo che l'automobile sia un'anima vivente.. il suo 'alito di vita' è la benzina e il suo 'spirito di vita' è l'ossigeno presente nell'aria. Senza quest'ultimo 'fondamentale' componente non ci sarebbe nessuna combustione, nessun movimento, e l'auto semplicemente resterebbe inattiva”. Così nella stessa maniera uomini e animali hanno alito di vita [neshamàh] a seguito dell'attività dello spirito di vita [ruàch], divenendo a tutti gli effetti 'Anime Viventi' – [nèfesh chaiyàh, ebr.; psychè zòsan o psychè ton zòion, Gr.]

Lo spirito di vita è in greco il sostantivo 'pnèuma' [spirito] che deriva dal verbo 'pnèo' , che significa “respirare” o “soffiare”. Si ritiene che l'ebraico 'ruàch' derivi da una radice che ha lo stesso significato. Quindi 'ruàch' e 'pnèuma' significano fondamentalmente la stessa cosa [respiro, alito, soffio] ma sono usate anche in altri contesti.
Possono indicare il vento; la forza vitale delle creature fisiche viventi; lo spirito santo di Dio; le creature non fisiche.

Tutti questi significati hanno una cosa in comune: si riferiscono sempre a ciò che è invisibile agli occhi umani ma viene rilevato e percepito come forza in movimento.

Questa forza invisibile è in grado di produrre effetti visibili.

Per esempio: “Il vento muove le foglie; il respiro di animali e uomini muove i loro toraci; lo spirito divino muove i pianeti e le galassie nelle loro orbite; le creature di natura extradimensionale [alieni; dèmoni] pro-muovono il male visibile nel mondo”.